È un martedì di metà dicembre a Torino. Alle 7:30 Giulia esce di casa con il figlio per arrivare a scuola prima della campanella delle 8. Il cielo è blu scuro: il sole sorgerà intorno alle 8, quando il ragazzo sarà già in classe. Alle 16:45, mentre Giulia è ancora in ufficio, il sole tramonta. Alle 17:30, quando lei rientra e il figlio esce dall’allenamento di pallavolo, in strada ci sono già i lampioni accesi.
Ora prova a spostare l’orologio avanti di un’ora, come succederebbe con l’ora legale tutto l’anno. Il sole sorgerebbe intorno alle 9: madre e figlio fanno tutto il tragitto al buio e la prima ora di lezione comincia prima dell’alba. In compenso il tramonto arriva verso le 17:45, e l’uscita dall’allenamento cade nell’ultima luce del giorno.
Il sole è lo stesso. Le ore di luce sono le stesse. È cambiato solo il punto della giornata in cui le incontri. Ed è questa la domanda vera dietro il dibattito sull’ora legale: non “quanta luce abbiamo”, ma a chi serve, e a che ora.
Il tema è attuale per due motivi. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 si torna all’ora solare: alle 3:00 le lancette tornano alle 2:00. E il 1° ottobre la Commissione Attività produttive della Camera ha chiuso la sua indagine sull’ora legale permanente. Vediamo cosa dice, cosa significa per chi vive a Torino e cosa cambia (davvero) nella tua bolletta.
Le ore di luce sono le stesse: cambia solo dove cadono
Intorno al solstizio d’inverno, a Torino il sole resta sopra l’orizzonte per circa 8 ore e 40 minuti. Nessun decreto può allungare questo intervallo: dipende dalla latitudine e dalla stagione, non dall’orologio.
Cambiare orario fa una cosa sola: prende un’ora di luce dal mattino e la sposta alla sera, o viceversa. Ecco la giornata di Giulia nei due casi.
Torino, intorno al solstizio d’inverno | Alba | Tramonto | Ore di luce |
|---|---|---|---|
Ora solare (il regime invernale attuale) |
circa 8:04 |
circa 16:45 |
circa 8 h 40 min |
Ora legale tutto l’anno (ipotesi) |
circa 9:04 |
circa 17:45 |
circa 8 h 40 min |
Guarda l’ultima colonna: è identica. Quello che cambia è il rapporto tra la luce e i tuoi impegni. Con l’ora solare la fascia mattutina è meno buia, anche se al solstizio l’alba a Torino arriva poco dopo le 8. Con l’ora legale permanente la luce si sposta verso il tardo pomeriggio.
Chi ha bisogno di luce al mattino e chi al rientro
Se metti in fila gli impegni di una giornata invernale, i bisogni si dividono in due finestre.
La luce delle 8 serve a chi si muove o lavora presto: studenti e pendolari, chi lavora nei cantieri e in agricoltura, chi gestisce gli impianti sciistici e prepara le piste. Serve anche al nostro orologio biologico: la luce del mattino è il segnale principale con cui il corpo si sincronizza, ed è per questo che una parte della medicina del sonno guarda con prudenza alle albe molto tardive, soprattutto per gli adolescenti.
La luce del tardo pomeriggio serve a chi rientra dal lavoro, ai ragazzi che escono dalle attività sportive, ai negozi e ai centri storici, al turismo dei mesi di bassa stagione, a chi vuole camminare o andare in bici dopo l’ufficio. A Torino, però, a metà dicembre anche con l’ora legale permanente il sole tramonterebbe prima delle 18: il vantaggio si concentrerebbe soprattutto prima di quell’ora e in altri periodi dell’anno.
Il punto è che spesso le due finestre appartengono alla stessa persona. Giulia vorrebbe più luce alle 7:45 per accompagnare il figlio e alle 17:30 per tornare a casa. In dicembre, però, le ore di luce non bastano a coprire entrambe le finestre. La scelta dell’orario incide su quale parte della giornata sarà più luminosa.
Dove è arrivato il dibattito: il documento della Camera
Il quadro più aggiornato è il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva della X Commissione della Camera (Attività produttive, commercio e turismo), approvato all’unanimità il 1° ottobre 2026 e pubblicato nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni n. 741.
In sintesi, ecco il percorso:
l’indagine è stata deliberata l’11 marzo 2026;
tra l’8 aprile e il 24 giugno la Commissione ha ascoltato sindacati, associazioni dei consumatori, commercio e turismo, medici del sonno, cardiologi ed esperti di energia; Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, ha depositato una memoria con le proprie simulazioni;
il documento finale raccomanda di superare il doppio cambio stagionale, per le criticità sanitarie e organizzative che possono emergere nei giorni successivi a ciascun passaggio;
non sceglie però tra ora legale e ora solare permanente: chiede una valutazione distinta dei due regimi, compresa la loro distribuzione sul territorio.
Il documento mette in fila tre strade possibili: una sperimentazione dell’ora legale per almeno un ciclo stagionale completo, con un monitoraggio pubblico di consumi, sicurezza stradale, salute e produttività; l’ora legale permanente, accompagnata da misure come una flessibilità degli orari scolastici e degli uffici pubblici in inverno e una migliore illuminazione dei percorsi più esposti; l’ora solare permanente, indicata da una parte della comunità medico-scientifica come la più coerente con i ritmi circadiani.
Su tutto pesa un vincolo: le date del cambio sono fissate dalla direttiva europea 2000/84/CE. La proposta della Commissione europea del 2018 per abolire il cambio stagionale è stata approvata dal Parlamento europeo nel marzo 2019, ma in Consiglio i governi non hanno mai trovato un accordo. Per questo la Camera insiste su un’iniziativa di coordinamento europeo: regimi diversi tra Paesi confinanti creerebbero problemi a trasporti e logistica.
Il 15 ottobre 2026, durante una conferenza stampa alla Camera, è stata illustrata una proposta di risoluzione per chiedere al Governo di riaprire il negoziato europeo e sostenere l’ora legale permanente. L’iniziativa non cambia le regole in vigore: il 25 ottobre si torna all’ora solare e l’ora legale riprenderà il 28 marzo 2027.
Torino non è Bari: perché conta dove abiti
Uno dei passaggi più concreti del documento è un calcolo sulle effemeridi solari del 2027 per sei città. La domanda è: se l’ora legale valesse tutto l’anno, in quanti giorni di scuola e di lavoro (esclusi weekend, festività e vacanze di Natale) il sole sorgerebbe dopo le 8?
Città | Giorni con alba dopo le 8:00 | Giorni con alba dopo le 8:30 | Alba al solstizio d’inverno |
|---|---|---|---|
Torino | 81 | 52 | 9:04 |
Milano | 75 | 49 | 9:00 |
Roma | 58 | 18 | 8:34 |
Napoli | 47 | 0 | 8:23 |
Palermo | 44 | 0 | 8:19 |
Bari | 34 | 0 | 8:14 |
Torino è in cima alla lista per due ragioni. È tra le grandi città più a nord, quindi in inverno ha giornate più corte. E soprattutto è molto a ovest: l’Italia usa un solo fuso orario, ma il sole sorge prima a est. Tra Torino e Bari ci sono più di 9 gradi di longitudine, che valgono circa 37 minuti di differenza nel “mezzogiorno vero” del sole; sommati all’effetto della latitudine, al solstizio fanno 50 minuti di differenza sull’alba.
Il documento stesso precisa due cose utili: queste soglie misurano la luce rispetto agli orari sociali, non gli effetti sulla salute; e le criticità si concentrano tra novembre e febbraio, con differenze ulteriori nelle zone di montagna, dove i rilievi ritardano la luce reale.
Per una famiglia torinese, insomma, la scelta tra più luce al mattino o al rientro è più netta che per una famiglia di Bari. Ed è per questo che la Camera suggerisce misure differenziate per territorio e periodo, invece di soluzioni uguali per tutti.
Risparmio del sistema elettrico e bolletta di casa: due conti diversi
Qui serve distinguere bene, perché è il punto in cui i numeri vengono più spesso fraintesi.
Il risparmio per il sistema elettrico. Secondo le stime di Terna riportate nel documento della Camera:
il regime attuale, con sette mesi di ora legale, riduce i consumi del 2026 di circa 302 GWh, cioè circa lo 0,10% del fabbisogno elettrico nazionale (che nel 2025 è stato di circa 311 TWh);
estendere l’ora legale anche all’inverno aggiungerebbe circa 160 GWh, pari a circa lo 0,05%;
in totale si arriverebbe a circa 462 GWh, lo 0,15% del fabbisogno.
In euro, Terna valorizza convenzionalmente questi minori consumi in circa 120 milioni per il 2026, di cui circa 80 milioni stimati per il periodo di ora legale già previsto dal regime attuale. Per il 2030 la stima scende: circa 438 GWh e 100 milioni. Il motivo è che il beneficio si sta riducendo da anni: lampadine LED e illuminazione più efficiente pesano sempre meno sui consumi serali. Secondo la serie storica di Terna citata in audizione, il risparmio dei sette mesi di ora legale è passato da 645 GWh nel 2006 a 310 GWh nel 2025.
Attenzione a come si legge la cifra in euro. È calcolata moltiplicando i kWh risparmiati per il prezzo medio del cliente domestico tipo (Terna, per il suo comunicato di marzo, ha usato 26,63 centesimi al kWh tasse incluse, sul dato ARERA del primo trimestre). È un modo convenzionale per dare un valore all’energia risparmiata da tutto il Paese: case, uffici, negozi, industrie. Non è uno sconto che arriva in bolletta.
L’effetto sulla tua bolletta. La Camera chiede di distinguere il minore consumo stimato per il sistema elettrico dal possibile effetto sulle singole famiglie. I circa 40 milioni di euro attribuiti all’estensione invernale sono una valorizzazione convenzionale dell’energia che non verrebbe consumata in tutto il Paese, comprese le utenze non domestiche. Non è possibile trasformare questa cifra in uno sconto medio o massimo per famiglia: l’effetto sulla bolletta dipenderebbe dagli orari di consumo e dalle condizioni della propria offerta.
Nella vita reale conta soprattutto quando sei a casa. Torna a Giulia: se rientra alle 18:30, a dicembre trova buio in entrambi i casi (il tramonto sarebbe comunque verso le 17:45) e accende le luci come sempre. Il riscaldamento, poi, segue la temperatura e il programma del tuo cronotermostato, non l’etichetta “legale” o “solare” sull’orologio.
Un’ultima nota per chi ha un’offerta a fasce: F1, F2 e F3 sono definite in base all’ora civile e il contatore elettronico gestisce automaticamente il passaggio tra ora legale e ora solare. Se un apparecchio funziona allo stesso orario indicato da un orologio aggiornato, resta nella fascia prevista per quell’ora. Un timer non aggiornato, invece, può anticiparne l’avvio di un’ora. L’effetto sul prezzo dipende dal contratto: alcune offerte domestiche accorpano F2 e F3 nella fascia F23.
Cifre alla mano
VOCE | DATO |
|---|---|
Ritorno all’ora solare | Notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, ore 3:00 → 2:00 |
Ritorno dell’ora legale | Domenica 28 marzo 2027 |
Ore di luce a Torino al solstizio d’inverno | Circa 8 h 40 min, con qualunque orario |
Alba a Torino al solstizio | Circa 8:04 con ora solare; 9:04 con ora legale permanente |
Giorni lavorativi con alba dopo le 8 a Torino (ora legale permanente, 2027) | 81 (a Bari: 34) |
Stima Terna 2026, regime attuale | Circa 302 GWh, circa 0,10% del fabbisogno, circa 80 milioni di euro |
Risparmio aggiuntivo con ora legale tutto l’anno | Circa 160 GWh, circa 0,05% del fabbisogno |
Stima totale con ora legale permanente | Circa 462 GWh, circa 0,15%, circa 120 milioni di euro (2026) |
Proiezione 2030 | Circa 438 GWh, circa 100 milioni di euro |
Effetto sulla bolletta della singola famiglia | Non stimabile dai dati nazionali: dipende da consumi e offerta |
Stato della decisione | Commissione della Camera: superare il doppio cambio; scelta tra legale e solare ancora aperta; serve un accordo europeo |
Errori comuni da evitare
Pensare che l’ora legale “allunghi” le giornate. Sposta la luce, non la aggiunge. A dicembre le ore di sole a Torino restano circa otto e quaranta.
Confondere il valore nazionale dei minori consumi con uno sconto in bolletta. Le stime per il sistema non indicano quanto risparmierebbe una singola famiglia.
Mescolare stime di anni e fonti diverse. Nel dibattito circolano cifre più alte, per esempio i 180-200 milioni annui indicati da alcuni soggetti auditi, accanto alle stime di Terna. Prima di citare un numero controlla sempre tre cose: l’anno, il periodo considerato (sette mesi o tutto l’anno) e il prezzo del kWh usato per tradurlo in euro.
Dare per scontato che sia già deciso. Oggi nessuna legge ha abolito il cambio d’ora: valgono le regole europee e il 25 ottobre si torna all’ora solare come ogni anno.
Fidarsi che tutto si aggiorni da solo. Smartphone e computer sì, se l’aggiornamento automatico è attivo. Molti dispositivi di casa no.
Dopo il 25 ottobre: il controllo di orologi, termostati e timer
Qualunque cosa decidano Roma e Bruxelles, il cambio di domenica 25 ottobre riguarda casa tua. Bastano dieci minuti, meglio se la domenica mattina.
Cronotermostato e centralina della caldaia. Controlla che ora e giorno siano corretti. Se l’orologio è rimasto sull’ora legale, il programma “sbaglia” di un’ora: un’accensione impostata alle 6:30 parte in realtà alle 5:30, e lo spegnimento serale arriva un’ora prima del previsto. Risultato: casa calda quando dormi e fredda quando sei sul divano. Già che ci sei, verifica le batterie.
Elettrodomestici con partenza ritardata. Se sono programmati per partire alle 23 con un orologio rimasto sull’ora legale, dopo il cambio partirebbero alle 22 reali: dal lunedì al venerdì è fascia F2, mentre dalle 23 è F3. La differenza di costo esiste solo se la tua offerta attribuisce prezzi diversi alle due fasce.
Prese temporizzate e timer meccanici. Luci esterne, scaldabagno elettrico, pompe di ricircolo: questi timer vanno regolati a mano.
App e dispositivi smart. Controlla che il fuso impostato sia quello italiano e che l’aggiornamento automatico dell’ora sia attivo; un dispositivo con il fuso sbagliato può applicare il cambio nel momento sbagliato.
Fotovoltaico e accumulo. Se hai programmato finestre di carica o scarica della batteria, verifica che l’orario mostrato dall’inverter o dall’app sia giusto.
Gli orologi “dimenticati”. Forno, microonde, autoradio, sveglie e radio da comodino.
Il contatore elettronico non devi toccarlo: la sua gestione spetta al distributore.
Un consiglio pratico: segna in agenda anche il 28 marzo 2027. Il controllo andrà rifatto, nell’altro senso, finché il doppio cambio resterà in vigore.
E se vuoi capire come si distribuiscono i tuoi consumi tra le fasce orarie, o quale offerta si adatta meglio agli orari della tua famiglia, passa in uno dei Punti Vendita Engas: ti aiutiamo a leggere la bolletta riga per riga.
Engas. L’energia su cui puoi contare.
Fonti e riferimenti
Camera dei deputati, X Commissione, Indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente, documento conclusivo approvato il 1° ottobre 2026 (Bollettino n. 741, allegato 3): https://www.camera.it/leg19/824?anno=2026&commissione=10&giorno=01&mese=10&tipo=A
Terna, comunicato del 25 marzo 2026 sulle stime dell’ora legale: https://download.terna.it/terna/Terna_ora_legale_2026_8de8a565e4406a7.pdf
Consumerismo No Profit, resoconto della conferenza stampa del 15 ottobre 2026: https://www.consumerismo.it/ora-legale-per-sempre-alla-camera-la-risoluzione-e-il-lancio-della-campagna-unora-sola-la-vorrei-990444.html/amp
Commissione europea, calendario dell’ora legale 2022-2026: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A52021XC0427%2801%29
Camera dei deputati, effemeridi 2027 per Torino e altre città (nel documento conclusivo): https://www.camera.it/leg19/824?anno=2026&commissione=10&giorno=01&mese=10&tipo=A
ARERA, definizione delle fasce orarie F1, F2 e F3: https://www.arera.it/bolletta/glossario-dei-termini/dettaglio/fasce-orarie
Consiglio dell’Unione europea, stato della proposta sui cambi d’ora stagionali: https://www.consilium.europa.eu/en/policies/seasonal-time-changes/




