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Casa vuota, seconda casa, weekend fuori: cosa controllare per evitare sprechi

Consigli utili

Stai per partire per il ponte, per un weekend al mare o per le vacanze estive. Oppure hai una seconda casa che usi solo qualche settimana all’anno. In tutti questi casi, la domanda è la stessa: la casa che lasci vuota sta consumando energia per niente?

La risposta, nella maggior parte dei casi, è sì. Dispositivi in standby, scaldabagno acceso, frigorifero vuoto che gira a pieno regime, potenza del contatore sovradimensionata: sono tutti costi che si sommano in bolletta anche quando nessuno è in casa. Secondo alcune stime, i consumi fantasma legati allo standby degli elettrodomestici possono pesare fino all’8% sulla bolletta annuale. E per le seconde case, i costi fissi della fornitura elettrica sono ancora più alti rispetto all’abitazione principale, per via degli oneri di sistema maggiorati per i non residenti.

In questa guida vediamo cosa controllare — e cosa fare concretamente — prima di chiudere la porta, che si tratti di un’assenza di pochi giorni o di diversi mesi.

Indice dei contenuti

Weekend fuori o ponte: i controlli rapidi prima di partire

Quando l’assenza è breve — un weekend, un ponte, qualche giorno — non serve stravolgere nulla. Bastano pochi gesti prima di chiudere la porta:

Stacca le spine “invisibili”

TV, decoder, console, microonde, macchina del caffè, caricabatterie: anche da “spenti”, tutti questi dispositivi consumano energia in standby. Il trucco più semplice? Usa ciabatte multipresa con interruttore: un solo click e spegni tutto davvero. Se non hai ciabatte, stacca almeno le spine dei dispositivi più energivori.

Abbassa lo scaldabagno o il boiler

Lo scaldabagno elettrico è uno degli apparecchi che consuma di più in casa, anche quando non si usa acqua calda. Se parti per qualche giorno, spegnilo. Al rientro basterà riaccenderlo circa un’ora prima di aver bisogno di acqua calda. Se hai una caldaia a gas, mettila in modalità “sole” (solo acqua calda sanitaria) e, se parti d’estate, valuta di spegnerla del tutto.

Chiudi tapparelle e tende

Non solo per sicurezza: tenere la casa in ombra evita il surriscaldamento degli ambienti. Al rientro non dovrai accendere il climatizzatore al massimo per compensare, risparmiando energia e fatica all’impianto.

Vacanza lunga (1–4 settimane): cosa fare in più

Se l’assenza si allunga, vale la pena aggiungere qualche controllo in più rispetto al semplice weekend.

Gestisci il frigorifero

Il frigo è l’elettrodomestico più energivoro tra quelli sempre accesi. Hai due opzioni:

  • Spegnerlo e svuotarlo: se stai via più di 10–15 giorni, svuotalo completamente, puliscilo e lascia le porte aperte per evitare muffe e cattivi odori. Puoi evitare consumi indicativamente tra 0,5 e oltre 1 kWh al giorno, a seconda del modello.
  • Lasciarlo acceso in modalità eco: se rimangono alimenti, imposta la temperatura frigo su 5°C e il freezer su −18°C. I modelli più recenti hanno una funzione “vacanza” dedicata.

Chiudi il gas

Prima di partire, chiudi la valvola principale del gas e verifica che fornelli e caldaia siano spenti. È un gesto di sicurezza fondamentale: previeni fughe di gas che, oltre a essere pericolose, generano consumi inutili. Se senti odori sospetti, contatta un tecnico prima della partenza.

Valuta se staccare l’interruttore generale

Se non hai dispositivi che devono restare attivi (antifurto, videosorveglianza, irrigazione automatica), puoi abbassare l’interruttore generale della corrente. Azzeri tutti i consumi, proteggi l’impianto da cortocircuiti e sovraccarichi causati da temporali estivi e parti davvero senza pensieri.

Attenzione: se hai un sistema d’allarme elettronico, un cancello automatico o un impianto di irrigazione, questi devono restare alimentati. In quel caso, stacca solo le spine dei singoli elettrodomestici e lascia l’interruttore generale attivo.

Chiudi anche l’acqua

Un rubinetto che gocciola può sprecare migliaia di litri all’anno. Ma il rischio vero è una perdita dall’impianto mentre non sei in casa: un potenziale allagamento con danni ben più costosi di qualsiasi bolletta. Chiudi la valvola centrale dell’acqua e fai un controllo visivo a rubinetti e sanitari prima di partire.

Seconda casa: come ridurre i costi quando non ci sei

La seconda casa è un caso a sé. A differenza della vacanza, qui il periodo di inutilizzo è spesso la regola: la casa è vuota per la maggior parte dell’anno e la si usa solo per qualche settimana o nei weekend. Questo significa che i costi fissi pesano proporzionalmente molto di più.

Ecco gli interventi più efficaci per chi ha un’utenza non residenziale:

Verifica la potenza del contatore

Molte seconde case hanno un contatore impostato a 3 kW o anche di più, ereditato dal precedente proprietario o da un utilizzo diverso. Se la usi solo saltuariamente, una potenza di 1,5 kW potrebbe essere sufficiente (copre illuminazione, caricabatterie, piccoli elettrodomestici). Ridurre la potenza significa risparmiare sulla quota potenza, che per i non residenti incide parecchio sulla bolletta anche a consumi zero.

Attenzione ai costi fissi per non residenti

La bolletta elettrica della seconda casa costa di più a parità di consumi rispetto alla prima casa. Questo perché gli oneri di sistema per i clienti non residenti sono più alti. Sono costi stabiliti da ARERA, uguali per tutti i fornitori, e non eliminabili. Quello che puoi fare è scegliere un’offerta con una quota fissa di commercializzazione il più bassa possibile e un prezzo dell’energia competitivo.

Per il gas, invece, non c’è differenza tra prima e seconda casa: le tariffe sono le stesse indipendentemente dalla residenza.

Valuta di disattivare le utenze nei periodi di lungo inutilizzo

Non è possibile “sospendere” temporaneamente un’utenza: o è attiva o è chiusa. Tuttavia, se la seconda casa resta vuota per 8–10 mesi all’anno e non hai dispositivi di sicurezza collegati, potresti valutare la chiusura e la successiva riattivazione della fornitura elettrica. Il risparmio sui costi fissi annuali potrebbe superare i costi di disattivazione e riattivazione, soprattutto per il gas (che spesso non serve affatto fuori dalla stagione invernale). Fai bene i conti, però: la riattivazione può richiedere alcuni giorni lavorativi, quindi programma con anticipo.

I 5 sprechi più comuni a casa vuota (e come evitarli)

Ecco gli errori che vediamo più spesso, riassunti in un mini-vademecum:

  • Standby degli elettrodomestici: TV, modem, console, microonde con l’orologio acceso. Soluzione: ciabatte con interruttore o staccare le spine.
  • Scaldabagno elettrico acceso: consuma anche diversi kWh al giorno per mantenere l’acqua calda che nessuno usa. Soluzione: spegnerlo prima di partire.
  • Frigorifero vuoto a pieno regime: se dentro non c’è nulla, tenerlo acceso è uno spreco puro. Soluzione: svuotarlo, spegnerlo e lasciare lo sportello aperto.
  • Caldaia in modalità inverno d’estate: la caldaia accesa in modalità riscaldamento anche nei mesi caldi è più comune di quanto si pensi. Soluzione: metterla in modalità “sole” o spegnerla.
  • Potenza del contatore troppo alta: paghi una quota fissa per una potenza che non ti serve. Soluzione: richiedi la riduzione al tuo fornitore.

Quanto costa davvero una casa vuota?

Anche con i consumi azzerati, una casa con utenza attiva ha dei costi. Per la luce, una seconda casa non residente con potenza impegnata da 3 kW può superare i 200 € all’anno di quote fisse e quota potenza, anche a zero kWh: l’importo effettivo dipende dall’offerta scelta e dalle componenti regolate aggiornate da ARERA. Per la prima casa gli oneri sono inferiori, quindi il costo fisso è più contenuto.

Se invece lasci accesi standby e scaldabagno, i consumi “fantasma” possono aggiungere facilmente altri 50–100 € all’anno. Cifre che, sommate, rendono evidente il valore di qualche minuto di attenzione prima di partire.

Per il gas, se la caldaia è spenta e il rubinetto generale è chiuso, i consumi sono effettivamente zero. Non c’è una maggiorazione legata alla residenza, ma restano comunque quote fisse di vendita, distribuzione e misura, eventuali oneri e imposte, variabili in base al contratto e all’ambito territoriale.

Autolettura: il gesto che fa la differenza al rientro

Se parti per un periodo lungo e lasci l’utenza attiva, c’è un ultimo gesto importante: comunicare l’autolettura prima di partire e al rientro.

Perché? Perché se il fornitore non ha una lettura aggiornata, emetterà bollette basate su consumi stimati. E le stime si basano sulle tue abitudini normali — non sul fatto che la casa è vuota. Risultato: paghi una bolletta come se fossi stato a casa, e il riallineamento arriva mesi dopo con un conguaglio.

Con Engas puoi comunicare l’autolettura in modo semplice: tramite l’app Engas oppure via email a autoletture@engas.it. Bastano due minuti e ti assicuri bollette corrette, senza sorprese.

In conclusione

Che si tratti di un weekend al lago, di tre settimane al mare o di una seconda casa usata poche volte all’anno, il principio è sempre lo stesso: una casa vuota che consuma è uno spreco evitabile.

Bastano pochi minuti prima di chiudere la porta per fare la differenza: staccare le spine, spegnere lo scaldabagno, chiudere il gas, abbassare le tapparelle. E per chi ha una seconda casa, verificare la potenza del contatore e scegliere l’offerta giusta può significare risparmiare decine di euro all’anno.

L’estate è alle porte. Prima di pensare alla valigia, pensa alla casa che lasci. E se hai dubbi sulla tua bolletta o vuoi capire se puoi risparmiare, passa in uno dei nostri punti vendita Engas: la analizziamo insieme, senza impegno.

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