Il momento migliore per preparare il riscaldamento non è la prima mattina fredda, ma qualche settimana prima. Con l’impianto ancora spento puoi recuperare i documenti, controllare le impostazioni e capire per tempo se serve prenotare un tecnico.
La regola più importante è semplice: controllare non significa intervenire. Alcune verifiche si possono fare in sicurezza, mentre manutenzione, combustione e regolazioni dell’impianto devono essere affidate a un professionista abilitato.
Indice dei contenuti
- 1. Parti dal libretto e dalle ultime scadenze
- 2. Manutenzione e controllo di efficienza non sono la stessa cosa
- 3. Cosa puoi controllare in sicurezza
- 4. Cosa deve fare il tecnico
- 5. Imposta il comfort in base alla vita reale
- 6. Verifica la zona climatica e le regole del Comune
- La checklist finale
- ENGAS ti aiuta a leggere meglio i consumi
1. Parti dal libretto e dalle ultime scadenze
Il libretto di impianto raccoglie le informazioni essenziali sul sistema di riscaldamento, sugli interventi eseguiti e sugli eventuali controlli di efficienza energetica. Prima dell’inverno recuperalo e verifica:
- la data dell’ultima manutenzione;
- le indicazioni scritte dell’installatore o del fabbricante;
- la presenza dell’ultimo rapporto di controllo, quando previsto;
- i riferimenti del manutentore e dell’eventuale catasto regionale.
Se vivi in affitto con riscaldamento autonomo, gli obblighi ordinari legati all’esercizio e alla manutenzione ricadono normalmente sull’occupante. Negli impianti centralizzati il riferimento è invece l’amministratore o il responsabile dell’impianto.
2. Manutenzione e controllo di efficienza non sono la stessa cosa
La manutenzione serve a conservare l’impianto in condizioni di sicurezza e funzionamento. La sua frequenza non è automaticamente annuale e non dipende soltanto dalla potenza della caldaia: va verificata nelle istruzioni dell’installatore, del fabbricante o, quando necessario, nelle prescrizioni del manutentore.
Il controllo di efficienza energetica comprende invece verifiche specifiche e, nei casi previsti, il relativo rapporto. A livello nazionale, per i generatori alimentati a gas con potenza compresa tra 10 e 100 kW la periodicità ordinaria è di quattro anni, salvo disposizioni regionali più restrittive e fatti salvi i controlli richiesti dopo la prima messa in servizio, la sostituzione del generatore o interventi che possono modificare l’efficienza.
In Piemonte, per i comuni impianti autonomi a gas sotto i 35 kW, il controllo di efficienza è previsto almeno ogni quattro anni. Il rapporto viene poi caricato sul Catasto Impianti Termici dal manutentore entro 60 giorni. Per la scadenza concreta del tuo impianto, fai sempre riferimento al libretto e alle regole regionali aggiornate.
3. Cosa puoi controllare in sicurezza
Senza smontare componenti e senza modificare parametri tecnici, puoi fare una prima ricognizione domestica:
- Termostato: controlla che il display sia leggibile, che data e ora siano corrette e che i programmi rispecchino gli orari in cui la casa è davvero abitata.
- Batterie: se il termostato le utilizza, sostituiscile seguendo il manuale quando sono scariche o prossime all’esaurimento.
- Radiatori: libera lo spazio davanti agli elementi riscaldanti. Tende pesanti, mobili e copritermosifoni possono ostacolare la diffusione del calore.
- Segnali visibili: verifica se ci sono piccole perdite, macchie, rumori ricorrenti o variazioni anomale indicate dal display della caldaia.
- Valvole termostatiche: assicurati soltanto che siano accessibili e non coperte. Se risultano bloccate, non forzarle.
Anche la pressione può essere osservata sul display o sul manometro, ma il valore corretto e la procedura di ripristino dipendono dal modello e dalla configurazione dell’impianto. Se il dato è insolito, cala spesso o non sai interpretarlo, consulta il manuale e chiama il tecnico.
4. Cosa deve fare il tecnico
Affida a un professionista abilitato tutto ciò che riguarda apertura della caldaia, combustione, sicurezza, regolazioni, pulizia interna e compilazione dei rapporti. È opportuno richiedere assistenza anche quando:
- la pressione scende o sale ripetutamente;
- compaiono errori sul display;
- si notano perdite o odori insoliti;
- radiatori e tubazioni producono rumori persistenti;
- non è chiaro quando sia stato eseguito l’ultimo controllo.
Prenotare con anticipo aiuta a evitare la concentrazione di richieste dei primi giorni freddi e permette di chiarire subito quali interventi siano realmente necessari.
5. Imposta il comfort in base alla vita reale
Una volta verificato l’impianto, rivedi la programmazione del termostato: non serve mantenere la stessa temperatura quando la casa è vuota o durante tutte le ore della notte. Per le abitazioni il limite nazionale è di 20 °C, con una tolleranza di 2 °C, ma spesso è possibile stare bene anche con una regolazione più contenuta.
Secondo le indicazioni ENEA, ridurre la temperatura di un grado può diminuire i consumi per il riscaldamento fino al 10%; un grado in meno insieme a un’ora giornaliera di accensione in meno può portare a un risparmio intorno al 15%. Sono stime indicative: il risultato reale dipende dall’edificio, dal clima, dall’impianto e dalle abitudini. Anche le valvole termostatiche possono aiutare a evitare di riscaldare più del necessario le stanze meno utilizzate.
6. Verifica la zona climatica e le regole del Comune
Le date e le ore massime di accensione dipendono dalla zona climatica del Comune:
- zona A: dal 1° dicembre al 15 marzo, fino a 6 ore al giorno;
- zona B: dal 1° dicembre al 31 marzo, fino a 8 ore;
- zona C: dal 15 novembre al 31 marzo, fino a 10 ore;
- zona D: dal 1° novembre al 15 aprile, fino a 12 ore;
- zona E: dal 15 ottobre al 15 aprile, fino a 14 ore;
- zona F: nessuna limitazione nazionale ordinaria.
Nelle zone dalla A alla E il funzionamento giornaliero deve normalmente essere compreso tra le 5 e le 23. I Comuni possono modificare il calendario con apposite ordinanze. Fuori dal periodo ordinario l’accensione è ammessa soltanto quando le condizioni climatiche la giustificano e con una durata ridotta; una prova tecnica va concordata con il manutentore, non improvvisata.
Molti comuni piemontesi sono in zona E, mentre alcune località montane rientrano in zona F: controlla sempre il dato riferito al tuo Comune.
La checklist finale
- Recupera il libretto di impianto.
- Verifica le indicazioni sulla manutenzione e la data dell’ultimo controllo.
- Prenota il tecnico se la scadenza è vicina o se noti anomalie.
- Controlla termostato, batterie e programmazione.
- Libera radiatori e valvole da ostacoli.
- Verifica zona climatica ed eventuali ordinanze comunali.
- Confronta i consumi dello scorso inverno con le tue abitudini attuali.
ENGAS ti aiuta a leggere meglio i consumi
Per sicurezza, manutenzione e conformità dell’impianto il riferimento resta il tecnico abilitato. ENGAS può invece aiutarti a comprendere i consumi legati al riscaldamento, leggere la bolletta e valutare se la fornitura di gas è coerente con le esigenze della famiglia o dell’attività. Nei nostri ENGAS Point trovi consulenti reali, vicini al territorio e disponibili a spiegarti le opzioni con chiarezza.




